Morso aperto, se la colpa è del ciuccio

Un difetto ortodontico molto comune nei bambini è il cosiddetto morso aperto, una forma di malocclusione dentale che pregiudica anche la deglutizione, oltre a essere decisamente antiestetico. La causa più frequente di questo disturbo è l’uso prolungato e assiduo del ciuccio che impedisce il corretto sviluppo dell’apparato dentale e del palato del bambino. Si consiglia quindi di far abbandonare l’abitudine al bambino entro l’anno di età, possibilmente prima che vi siano conseguenze da adulti.

Perché il ciuccio fa male se usato a lungo

Il ciuccio è certamente molto comodo, sia per addormentare i bambini sia per tenerli tranquilli in determinate circostanze. Il bisogno di suzione, infatti, è fisiologico, ma con i ritmi di oggi, oppure se non si allatta al seno, è difficile stare dietro alle richieste del bambino. L’uso del ciuccio diventa quindi risolutorio in parecchie circostanze. Tuttavia non si dovrebbe abusare di questo supporto poiché a lungo andare può creare gravi problemi all’occlusione del morso.

Capita, sovente, di vedere bambini che non riescono a chiudere i denti serrandoli nella maniera corretta, ma che hanno tra gli incisivi superiori e quelli inferiori uno spazio considerevole. Questo non solo è un difetto che cagiona danno all’estetica, ma soprattutto è un problema per il corretto sviluppo del palato.

Morso aperto, quali problemi causa

Principalmente il morso aperto crea problemi alla deglutizione. Nella deglutizione regolare, quindi normale e senza difetti, e che si ha quando il morso si occlude perfettamente, la lingua spinge sulla parte posteriore del palato consentendo, appunto, la deglutizione. Nel caso del morso aperto, invece, la lingua spinge sui denti anteriori, gli incisivi, in modo da creare l’occlusione che non creano i denti e che consente di deglutire. Il palato così non si sviluppa regolarmente e tende ad avere una conformazione stretta e profonda. Nei casi più gravi si può arrivare ad avere problemi nella pronuncia di determinati suoni e nell’articolazione di alcune parole.

L’allattamento al seno non da malocclusione

Diversamente da come sostengono alcuni professionisti, l’allattamento al seno, anche prolungato, non crea malocclusione dentale. Questo perché il capezzolo è morbido, in primis, a differenza del silicone o della gomma dei ciucci, inoltre cambia proprio la modalità di suzione del bambino. Infatti il capezzolo viene spremuto con la lingua che spinge, se il bambino è posizionato correttamente, sulla parte anteriore del palato, quindi, non solo non crea malocclusione, ma aiuta a sviluppare il palato nel modo corretto. Col ciuccio, invece si ha un’aspirazione che costringe la parte posteriore della lingua a spingere sulla parte posteriore del palato.

Come risolvere il problema

Occorre necessariamente eliminare il ciuccio, possibilmente entro l’anno di vita del bambino, ma anche sottoporre il piccolo a una visita dal pedodonzista che saprà valutare l’entità del danno da malaocclusione. Se il bambino è piccolo il problema potrà essere risolto semplicemente eliminando il ciuccio, ma anche la suzione del dito crea questi problemi, se invece le problematiche fossero più serie si dovrà ricorrere all’aiuto di un logopedista. Grazie a questo professionista si potrà aiutare il bambino ad articolare le parole nel modo corretto. In certi casi può essere necessario utilizzare un apparecchio ortodontico idoneo, ma sarà il pedodonzista a suggerirlo.

Ovviamente è consigliabile sottoporre il bambino a una visita dal dentista quanto prima, in modo da valutare eventuali problemi in tempo utile. In quest casi la tempestività gioca un ruolo importante, prima si interviene, migliori saranno i risultati. Se poi non si vuole attendere per un appuntamento e si vuole essere visitati nella privacy della propria casa, si può prenotare una visita qui: www.mediciadomicilio.net.

Autore dell'articolo: Silvia